ࡱ> spqr(   BCIRCOLARE M_I N75 03_07_1967.doc../../../Administrator/Desktop/attivit%20commerciali/CIRCOLARE%20M_I%20N75%2003_07_1967.docR >CIRCOLARE M_I N75 03_07_1967. ../../../Administrator/Desktop/attivit%20commerciali/LETTERA%20CIRCOLARE%20M_I%20N%205210%20_4118_4%20DEL%2017_02_1975.docHPCIRCOLARE MIN n 42 del 17-12-1986.doc../../../Administrator/Desktop/attivit%20commerciali/CIRCOLARE%20%20MIN%20%20n%2042%20%20del%2017-12-1986.docE:CIRCOLARE MI N75 03_07_1967.^../../../Administrator/Desktop/attivit%20commerciali/circolari%20vecchia%20normativa/Collegamento%20a%20LETTERA%20CIRCOLARE%20M_I%20N%205210%20_4118_4%20DEL%2017_02_1975.lnkNCIRCOLARE ../../../Administrator/Desktop/attivit%20commerciali/circolari%20vecchia%20normativa/CIRCOLARE%20%20MIN%20%20n%2042%20%20del%2017-12-1986.docnLETTERA CIRCOLARE MI N 5210 _4118_4 DEL 17_02_1975.doc>../../../RFNCRL52M07H501U/Desktop/attivit%20commerciali/circolari%20vecchia%20normativa/LETTERA%20CIRCOLARE%20M_I%20N%205210%20_4118_4%20DEL%2017_02_1975.docPCIRCOLARE"../../../RFNCRL52M07H501U/Desktop/attivit%20commerciali/circolari%20vecchia%20normativa/CIRCOLARE%20%20MIN%20%20n%2042%20%20del%2017-12-1986.doc precisazione../../../RFNCRL52M07H501U/Desktop/attivit%20commerciali/estintori%20pecisazione.shs^"^reazione al fuoco\15 marzo 2005 equivalenza.pdf../../../RFNCRL52M07H501U/Desktop/attivit%20commerciali/reazione%20al%20fuoco/15%20marzo%202005%20equivalenza.pdf~UNI 10779PUNI 10779 progettazione reti idranti.pdfD regola.pdfregola.pdf+regola.pdf../../../RFNCRL52M07H501U/Desktop/attivit%20commerciali/regola.pdfDKregola.pdfregola.pdferegola.pdf../../../RFNCRL52M07H501U/Desktop/attivit%20commerciali/regola.pdfiregola.pdf../../../RFNCRL52M07H501U/Desktop/attivit%20commerciali/regola.pdfko../../../RFNCRL52M07H501U/Desktop/attivit%20commerciali/regola.pdfDmregola.pdfregola.pdfDoregola.pdfregola.pdfDqregola.pdfregola.pdfDsregola.pdfregola.pdfDregola.pdfregola.pdfDregola.pdfregola.pdfDregola.pdfregola.pdfDregola.pdfregola.pdfDregola.pdfregola.pdfDregola.pdfregola.pdfDregola.pdfregola.pdfDregola.pdfregola.pdfregola.pdf../../../RFNCRL52M07H501U/Desktop/attivit%20commerciali/regola.pdffCIRCOLARE 6circolari vecchia normativa>decretoregola.pdfDregola.pdfregola.pdf/ 0DTimes New Roman /| 0|DArial Narrowan /| 0|" DArialNarrowan /| 0|0DWingdingsowan /| 0|@DGoudy Old Style /| 0|PDEdwardian Script ITC| 0|B@ .  @n?" dd@  @@`` z.~8       f"#&'()I9L@M0NO*P QBR$S T'U5V.W!X/YZ,[\]^-_`%ab*cde?fpg. 6AApf3f3f@f8= 8kʚ;SE6ʚ;g4BdBd蓔 0ppp@ <4!d!dw 0.<4ddddw 0.<4BdBdw 0.0___PPT10 ppz___PPT9\ E8precisazione" +Keikmoqs4?, ottobre 2009O =[&Rimini 29 ottobre 2009 l FIERA INTERNAZIONALE ECOMONDO 2009 LA FUTURA REGOLA TECNICA DI PREVENZIONE INCENDI PER LE ATTIVITA COMMERCIALI Relatore Dott.Ing. Carlo Rafanelli Ministero dell Interno Dipartimento dei Vigili del Fuoco Soccorso Pubblico e Difesa Civile Direzione Centrale Prevenzione e Sicurezza Tecnica Dirigente Area Prevenzione Incendi Z&PP$ xt@  vNuova regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione , costruzione ed esercizio delle attivit commerciali w  Introduzione \L emanazione della regola tecnica in argomento finalizzata a disciplinare , dal punto di vista della sicurezza antincendio, le attivit commerciali all ingrosso o al dettaglio aventi superficie lorda, comprensiva di servizi e depositi, superiore a 400 mq. Al riguardo si precisa che le suddette attivit sono soggette ai controlli dei Comandi provinciali dei Vigili del fuoco , ai fini del rilascio del certificato di prevenzione incendi , in quanto sono comprese al punto 87 dell elenco allegato al D.M. 16 febbraio 1982. In particolare le disposizioni riportate nella Regola Tecnica si applicano alle attivit commerciali di nuova realizzazione ed a quelle esistenti, nel caso siano  zoggetto di interventi comportanti la loro ristrutturazione ; per la definizione di ristrutturazione edilizia si fa riferimento a quanto riportato all articolo 3 (L), comma 1,lettera d) del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001 ,n 380 che cos recita:  Interventi di ristrutturazione edilizia  sono interventi rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente. Tali interventi comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni >Z>&HcK  elementi costitutivi dell edificio,l eliminazione,la modifica e l inserimento di nuovi elementi ed impianti. Nell ambito degli interventi di ristrutturazione edilizia sono ricompresi anche quelli consistenti nella demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria e sagoma di quello preesistente,fatte salve le sole innovazioni necessarie per l adeguamento alla normativa antisismica .    rIn particolare si precisa che ,qualora gli interventi effettuati su attivit esistenti, comportino la sostituzione o modifica di impianti e/o attrezzature di protezione attiva antincendio, la modifica parziale delle caratteristiche costruttive e/o del sistema di vie di uscita , e/o aumenti di volume, le disposizione previste dalla Regola Tecnica si applicano solamente agli impianti e/o alle parti della costruzione oggetto degli interventi di modifica e/o di ampliamento. Per aumenti di volume superiori al 50% della volumetria esistente , l intera attivit deve essere adeguata alle disposizioni relative agli impianti di protezione attiva antincendio previsti per le nuove costruzioni .Z !  In ogni caso gli interventi di modifica effettuati su attivit esistenti non possono diminuire le condizioni di sicurezza preesistenti nell attivit commerciale. Pertanto le norme contenute nella Regola Tecnica non si applicano per le attivit commerciali per le quali si configuri una delle seguenti situazioni: Sia stato rilasciato il Certificato di Prevenzione Incendi; Sia stato presentato al competente Comando Prov.le VVF un progetto per l acquisizione del parere di conformit ai sensi del DPR 12/1/1998 n. 37 in data antecedente alla data di entrata in vigore del decreto ; 0:g&"  per quelle per le quali siano in corso o programmati lavori di modifica,adeguamento,ristrutturazione o ampliamento sulla base di un progetto precedentemente approvato dal Comando prov.le VVF . C da far rilevare che in un centro commerciale anche le parti comuni del centro sono assoggettate alle procedure di rilascio del CPI essendo parti integranti del  sistema sicurezza di tutto l insieme. Attualmente le attivit commerciali sono disciplinate dalla seguente normativa: PP&+#    CIRCOLARE MI N75 03_07_1967. LETTERA CIRCOLARE MI N 5210 _4118_4 DEL 17_02_1975.doc CIRCOLARE MIN n 42 del 17-12-1986.doc>8)    0 E 0   0 0V 0Xa 0ac 0c 0$ La circolare n 75/67 e le successive collegate , in considerazione del tempo trascorso , non rispondono pi alle esigenze di flessibilit e innovazione tecnologica del settore antincendio, creando comportamenti non uniformi sul territorio nazionale e , frequentemente, il ricorso all istituto della deroga previsto dal DPR 37/98. Tutto ci comporta un appesantimento delle procedure ed un maggior costo per il richiedente. In sintesi si sentita l esigenza di elaborare una regola tecnica per le attivit commerciali per le due seguenti motivazioni : Finora, come accennato, le attivit commerciali sono disciplinate da una circolare non pi sufficiente a dare risposte concrete e coerenti di prevenzione incendi;"-& ) lUniformare su tutto il territorio nazionale l attivit dei Comandi prov.li VVF in merito al rilascio del CPI. Ma come si arrivati alla nascita del decreto e dell allegata Regola Tecnica ? E importante esaminare il criterio informatore che ne ha guidato la stesura, perch indagando su quello si esplicita la moderna filosofia della prevenzione incendi che rappresenta il corretto approccio alla problematica della sicurezza antincendio che ogni addetto ai lavori (professionista in senso lato, progettista, responsabile dell attivit ) deve acquisire . &qZZ7&C* >REQUISITI ESSENZIALI DI SICUREZZA OBIETTIVI PRIMARI E STRATEGIE La sicurezza antincendio costituisce uno dei requisiti essenziali ai quali debbono rispondere le opere di costruzione anche ai sensi del DPR 246/93 che recepisce la direttiva CE sui prodotti da costruzione . Tale dovere di sicurezza orientato alla salvaguardia dell incolumit delle persone ed alla tutela dei beni materiali e dell ambiente. 0EZ[ZGY + 4Per conseguire queste finalit ogni attivit deve essere concepita , progettata e realizzata in modo tale da garantire , nei confronti del pericolo incendio, il conseguimento dei seguenti obiettivi primari : Minimizzazione delle occasioni di incendio; Stabilit delle strutture portanti per un tempo utile ad assicurare il soccorso degli occupanti; Limitata produzione e propagazione del fuoco e dei fumi all interno delle opere e la limitata propagazione del fuoco alle opere vicine ; Possibilit che gli occupanti lascino l opera indenni o che gli stessi siano soccorsi in altro modo ; Possibilit per le squadre di soccorso di operare in condizioni di sicurezza. $ZZ , < Il raggiungimento degli obiettivi primari sopra riportati rappresenta il criterio informatore che ha costituito guida nell adottare i provvedimenti di sicurezza antincendio previsti nella Regola Tecnica in argomento e, in misura diversa a seconda del livello di rischio, nelle moderne norme di prevenzione incendi emanate dal Ministero dell Interno per alcune specifiche attivit soggette al rilascio del CPI .  0 Lo schema del decreto che approva la regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione , costruzione, ed esercizio delle attivit commerciali all ingrosso o al dettaglio aventi superficie lorda, comprensiva di servizi e depositi, superiore a 400 mq si compone di sei articoli , nel dettaglio : Definisce lo scopo del provvedimento; Individua gli obiettivi di sicurezza antincendio che si intendono perseguire; Approva la regola tecnica allegata al decreto; Specifica l ambito di applicazione delle disposizioni tecniche; Prevede la usuale clausola di salvaguardia alla libera commercializzazione dei prodotti; Prevede le disposizioni finali. decretoh3Z^nZnZ2^$ 0  L allegato tecnico si compone invece di dieci articoli : come parimenti avviene nelle Regole Tecniche di recente emanazione. E previsto che il D.M. entri in vigore dopo 120 giorni dalla sua pubblicazione sulla G.U. per consentire ai progettisti ed ai titolari delle attivit regolamentate, una preventiva conoscenza delle opportunit previste dalla Regola Tecnica , in modo da permettere progettazioni complete e consapevoli. La mancanza di norme transitorie collegata al termine ultimo previsto per l adeguamento (1/6/2009) dal D.M 29/12/2005 per le attivit in possesso del Nulla Osta Provvisorio . Pertanto le attivit che hanno esercito in maniera illegittima dovranno adeguarsi alle stesse misure previste per le attivit nuove. BPPP&' Si riportano di seguito stralci significativi delle norme attualmente in vigore per le attivit commerciali , che sono indicate con carattere in colore rosso ( proprio per significare la loro prossima abrogazione) riportando a fianco gli elementi pi significativi delle corrispondenti nuove norme secondo la Regola Tecnica su campo verde per significare la loro imminente uscita .  I2 K3 L4 M5 N6 O7 dL eMP8 Q9 R: fN S; T< U= V> W? X@ YA ZB [C \D ]E ^F _G `H aI bJ 4 GRAZIE PER LA CORTESE ATTENZIONE Carlo Rafanelli.%% &+ / Pt   0` 3ff` 3fff` ___>?" dF@0?n<d@uA @ " d`  n?" dd@   @@``PR   @ ` `P<p>>, ottobre 2009  |( = 2  N,”?"     NĔgֳgֳ ?"` P  q9Fare clic per modificare lo stile del titolo dello schema::c  Hǔgֳgֳ ?"  uFare clic per modificare gli stili del testo dello schema Secondo livello Terzo livello Quarto livello Quinto livello:v  NhΔgֳgֳ ?"`p  V*   NӔgֳgֳ ?"`   X*   Ttؔgֳgֳ ?"`@  X* N  6޽h? ? 3ff Generica  0, ottobre 2009 H@0 ( |  B  N1?"442  N ?"     N gֳgֳ ?"   r:Fare clic per modificare lo stile del titolo dello schema;;  H gֳgֳ ?"P 0    v>Fare clic per modificare lo stile del sottotitolo dello schema??  N gֳgֳ ?"`p   V*   N gֳgֳ ?"`    X*   T` gֳgֳ ?"`@   X* N  6޽h? ?  3ff 0  `<(  < < 0D "P    X*   < 0 "    Z*  r < c $ ?"  K < 0 " @  uFare clic per modificare gli stili del testo dello schema Secondo livello Terzo livello Quarto livello Quinto livello:v < 6ȵ "`P   X*   < 6 "`   Z*  H < 0޽h ? ̙3380___PPT10.I pD8( @ $  D D 0 "P    V*    D 08 "    X*   J D 6L "`P   vNuova regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione , costruzione ed esercizio delle attivit commercialiw w  w D 6x "`   X*   H D 0޽h ? ̙3380___PPT10.II }  0  $(  r  S P   r  S e,  H  0޽h ? 3ff___PPT10i.I0&+D=' = @B + 0 @p(  P    B8&   #" `Y     c $&  "P 0    B  s *޽h ? 3ffy___PPT10Y+D=' = @B + 08L0  $(  r   S x/     r   S   P`   B  s *޽h ? 3ffy___PPT10Y+D=' = @B +  0 (  r  S <4  0 0   H  0޽h ? 3ffy___PPT10Y+D=' = @B +}  0 @$(  r  S hE ` P   r  S @F M,`   H  0޽h ? 3ff___PPT10i.9L/+D=' = @B +m  0 $(  r  S L ` P   r  S lO P   H  0޽h ? 3ffy___PPT10Y+D=' = @B +m 0 $(  r  S \]     r  S  ^  P   H  0޽h ? 3ffy___PPT10Y+D=' = @B +m 0 $(  r  S k     r  S k  0<   H  0޽h ? 3ffy___PPT10Y+D=' = @B + 0  eq(  r  S q     r  S Lr   `0   Ep  ` e #"".`7 `k D <t ? ` Al punto 11 contiene un chiarimento in merito al calcolo della densit di affollamento delle aree destinate ad uffici a servizio di attivit commerciali.  @` C < ?  KChiarimenti interpretativi di argomenti e questioni di prevenzione incendi.LL L @` B < ?   yCircolare n.42 del 17/12/86  @`y A < ? `  Apporta modifiche e integrazioni alla circolare n. 75/67 in merito alla classificazione dei locali,alla densit di affollamento,al dimensionamento delle vie di uscita.  @` @ < ?   .Chiarimenti riguardanti l applicazione del punto 97 dell elenco allegato al D.M. n.1973 del 27/9/65-Parziali modifiche alla circolare n.75 del 3/7/67.  @` ? < ?    #Circolare n.5210/4118/4 Del 17/2/75$$ $ @` > <d ?`  Fornisce indicazioni sulle misure di sicurezza antincendio da osservare in merito ad ubicazione, vie di uscita,caratterist.depositi, impianti ecc..&o @` = <c ?  @Criteri di prevenzione incendi per grandi magazzini,empori ecc..AA A @` < <( ?   xCircolare n75 del 3/7/67  @` ; <P ?` e CONTENUTO    @` : <p ? bTITOLO  @` 9 < ?  `ATTO  @``B E 0o ? `ZB F s *1 ? `ZB G s *1 ?  ` ZB H s *1 ?  ` `B I 0o ? ``B J 0o ?  ZB K s *1 ?ZB L s *1 ?`B M 0o ?``H  0޽h ? 3ffy___PPT10Y+D=' = @B +  08L0  X(    c $ "` P     s *L #" `<   B  s *޽h ? 3ffy___PPT10Y+D=' = @B +m 0 $(  r  S      r  S   P00   H  0޽h ? 3ffy___PPT10Y+D=' = @B +}  0 `$(  r  S P ` P   r  S 0 z   H  0޽h ? 3ff___PPT10i.JDw+D=' = @B +}  0 p$(  r  S  ` P   r  S  7w   H  0޽h ? 3ff___PPT10i.J:/+D=' = @B +}  0 $(  r  S (* ` P   r  S + <w,   H  0޽h ? 3ff___PPT10i.Jb+D=' = @B +}  0 $(  r  S l: ` P   r  S D; Y,   H  0޽h ? 3ff___PPT10i.J ?+D=' = @B +  08L0  \( $Qg   c $A "` P     S  "hx   "PX`PpB  s *޽h ? 3ffy___PPT10Y+D=' = @B +  08L0 @ \( lMMM    c $R "` P     S hX " ,<   "PX`PpB  s *޽h ? 3ffy___PPT10Y+D=' = @B +} 0 0$(  r  S j     r  S Hk  0,   H  0޽h ? 3ff___PPT10i.JJc/+D=' = @B +  0 8xd(  xr x S u ` P   LB x c $D  ^ T 8x #""<,T   x <x f? V  8Dimensionamento vie di esodo: Densit di affollamento Capacit di deflusso Lunghezza dei percorsi di esodo Sistemi di vie di esodo Caratteristiche delle vie di esodo Larghezza totale delle vie di esodo Sistemi aperture porte e eventuali infissi Numero di uscite Sistema di controllo dei fumi naturale o meccanico99 9 @`m x <y ?TV  Dimensionamento vie di esodo: densit di affollamento Capacit di deflusso Larghezza vie di uscita Larghezza delle scale Lunghezza dei percorsi di esodo  @` x <؋ f? V  TCaratteristiche costruttive: Resistenza al fuoco Reazione al fuoco Compartimentazione Scale/ascensori  scale e rampe mobili}} } @`  x <4 ?T V  1 Caratteristiche costruttive: Resistenza al fuoco22 2 @`)  x < f?  ?Ubicazione: isolato/misto Comunicazioni/separazioni Accesso vvf@@&< @`  x < ?T  | Ubicazione : isolato/misto   @`  x <l f?  ) Regola Tecnica Impostazione della norma** * @`  x < ?T  :Circolare 75/67 Circolare 5210/75 Impostazione della norma;; ; @``B x 0o ?TZB x s *1 ?TZB x s *1 ?TZB x s *1 ?TV V `B x 0o ?T`B x 0o ?TTZB x s *1 ? `B x 0o ?H x 0޽h ? 3ff___PPT10i.&K3+D=' = @B +  0 ?M(  r  S d ` P      ? #""F   R   <$ f?"`g  t Mezzi ed impianti di estinzione degli incendi Estintori Reti naspi ed idranti Impianto di spegnimento automaticouu u @`   <  ?"` g   Mezzi ed impianti di estinzione degli incendi (* solamente accennato tenendo conto della quantit e natura delle sostanze immagazzinate e del grado di compartimentazione dei locali)  @`    <d f?"`g   / Impianti elettrici Illuminazione di sicurezza00 0 @`  <  ?"`g  - Impianti elettrici (solamente accennato *).. . @`N  <X f?"`g  p Aree ed impianti a rischio specifico: Spazi per depositi Impianti produzione calore Impianti di climatizzazioneqq q @`  <  ?"`g  - Aree ed impianti a rischio specifico Cenni .. . @`  <P f?"`g  ( Regola Tecnica Impostazione della norma)) ) @`  <  ?"`g  :Circolare 75/67 Circolare 5210/75 Impostazione della norma;; ; @``B   0o ?`B   01 ?`B  01 ?`B  01 ?  `B  0o ?`B  0o ?`B  01 ?g g `B  0o ?H  0޽h ? 3ff___PPT10i..K0+D=' = @B +}  0   /$ (  r  S  ` P   r   / #""(q     <- f?"`  7 Organizzazione e gestione della sicurezza antincendio 88 8 @`   <  ?"`  ~ NON AFFRONTATO   @`   <9 f?"`   u Segnaletica di sicurezza  @`  <J  ?"`   NON AFFRONTATO    @`  <S f?"`  0Impianti di rivelazione , segnalazione e allarme11 1 @`!  <E  ?"`  ? Solamente accennato per segnalazione di incendio *@@ @ @`  <_ f?"`  ( Regola Tecnica Impostazione della norma)) ) @`  <4X  ?"`  :Circolare 75/67 Circolare 5210/75 Impostazione della norma;; ; @``B   0o ?`B   01 ?`B  01 ?`B  01 ?  `B  0o ?`B  0o ?`B  01 ?  `B  0o ?H  0޽h ? 3ff___PPT10i.0Kf+D=' = @B +  0   (  r  S H` P     k G  #" k G X  <|Bf?"`u G In edifici di tipo isolato. In edifici di tipo misto:qualora in essi si svolgano attivit soggette al controllo dei VVF, devono essere limitate a quelle di cui ai punti 43(limitatamente agli archivi);64(gruppi produzione en.elettr.);83 ;84; 87 (vendita sup.>400mq); 89(uffici >500 addetti);90 (edifici preg.musei ecc..);91 (C.T.>100.000 Kcal/h);92 (autorimesse >9 veicoli);94(edifici civile abitaz.> 24m);95(ascensori e mont. corsa >20m). Le aree destinate al pubblico non possono essere ubicate oltre il primo piano interrato fino alla quota di -7,5 m. rispetto al piano di riferimento. Non devono comunicare con attivit ad esse non pertinenti se att. sogg.VF regola.pdf H OK 0 @`  <Jf?"`u  mUBICAZIONE Art. 2  @`  <M?k G R  @`  <Z?u G $In edifici di tipo isolato. In edifici di tipo misto; con esclusione delle attivit (pubblico spettacolo)83, (alberghi) 84, (scuole) 85 ,(ospedali) 86 e degli edifici con altezza > 31m in gronda.  @`  <c?k  R  @`  <4n?u   UBICAZIONE 4    @``B   0o ?k ZB   s *1 ?k `B   0o ?Gk G`B   0o ?GZB   s *1 ?u u G`B  0o ?k k GZB  s *1 ?GH  0޽h ? 3ff___PPT10i.8 <= 15 45 60 >15m 60 90 Misto <= 8m 45 60 >8 <= 15 60 90 >15m 90 120 Piani interrati 90 regola.pdfE%r 0 @`F  <$  ?"`1* F 0 Resistenza al fuoco Prescrizioni dei VVF Generica resistenza al fuoco per strutture di separazione di locali a diversa destinazione delle consentite attivit contigue Affrontato solamente il caso di : Locali scorta merci se interrati : REI 180 strutture orizzontali con i piani soprastantiN| 1 @`  <( f?"`* ,1 #Caratteristiche costruttive art. 3$$ $ @`  <  ?"`,* 1 {Caratteristiche costruttive  @``B  0o ?,,`B   01 ?11`B   0o ?FF`B   0o ?,F`B   01 ?* ,* F`B   01 ?,FH  0޽h ? 3ff___PPT10i.eKPC+D=' = @B +r   0     (  r  S H ` P   g  Zp  #" Zp    <@ f?"` _p 4 Reazione al fuoco 3.2 I prodotti da costruzione rispondenti al sistema di classificazione europeo di cui al decreto del Ministro dell interno 10 marzo 2005 (G.U. n.73 del 30 marzo 2005) e successive modifiche ed integrazioni,devono essere installati seguendo le prescrizioni e le limitazioni previste ai vari punti a1) ,a2, b), c). regola.pdf reazione al fuoco\15 marzo 2005 equivalenza.pdf,fuXQ+m 0Q[" 0\ @`  <L  ?"`_ p 9 Reazione al fuoco Non richiestaregola.pdfB9(4&    0/9 @`  <L f?"` Z_ #Caratteristiche costruttive art. 3 $$ $ @`  <  ?"`Z _ {Caratteristiche costruttive  @``B  0o ?ZZ`B   01 ?__`B   0o ?pp`B   0o ?Zp`B   01 ? Z p`B   01 ?ZpH  0޽h ? 3ff___PPT10i.gK\b+D=' = @B +  0   P >X (  r  S  ` P      > #"Q     <f?"`) 2 6zCompartimentazione 3.3 Divisione in compartimenti antinc. anche su pi livelli sup.< 2.500mq o: 5000mq se misto +imp.speg.autom. 10.000 se isolato non sott.edif. +  15000 se isol. int.per. + i.sp.autom 30000 se: 2 piani f.t. e no int.vend.+ impianto spegn,aut. + contr.fumi con evac.fumo e calore, + isolato + squadra antinc.sempre presente. Elementi di separazione compartimenti con classe resistenza al fuoco come al punto 3.1 regola.pdf6 f2_  2 %ko 0 @`  <  ?"`2)  : Compartimentazione Punto 3) Accennato per depositi di riserva dei grandi magazzini e per la scorta merci necessaria al normale fabbisogno dei reparti di vendita B  @`  <Lf?"`) 2 #Caratteristiche costruttive art. 3 $$ $ @`  <# ?"`) 2 Caratteristiche costruttive 4  @``B  0o ?`B   01 ?22`B   0o ?`B   0o ?`B   01 ?) ) `B   01 ?H  0޽h ? 3ff___PPT10i.O`+D=' = @B +  0  `o(  m W o #" rW  . < ?"` W Xf  @` , < ?"` W Z&  @`r  <Tf?"`  Scale 3.4 REI come punto 3.1 Rampe rettilinee da 3 a 15 grad.Con alz.<=17 ped.>=30 cm  rampe non rett. Con pianer. Ogni 15 grad. con ped.> 30 cm a distanza 40 cm da montante centr. o parap.int. Vani scala tipo prot. con aeraz.in somm.>1mq Immissione in luogo sicuro esterno edificio come scale a prova di fumo. Nessuna sporgenza per h<2m da piano calp. Scale larghe >3 m con corrimano centrale. Corrimano con sporg.< 8cm e estremit arrotondate. Scale aperte con ringhiere o balaustre alte>=1m. Per attivit h>24 m o h>18m con mall le scale devono essere a prova di fumo o sicurezza esterna . regola.pdf(a D8 & {:r>q 0V` @`  <= ?"`  Larghezza delle scale Le scale ed i pianerottoli devono avere la stessa larghezza delle vie di uscita di cui fanno parte. E' consentito che una stessa scala serva pi piani. In tal caso la larghezza delle scale sar commisurata: - per edifici a 3 piani fuori terra, alla somma delle capacit di deflusso del 2 e 1 piano; - per edifici a pi piani fuori terra, alla somma delle capacit di deflusso dell'ultimo e penultimo piano quando la capacit di deflusso da ogni piano sottostante rimanga uguale a quella dell'ultimo e penultimo piano. Per capacit di deflusso maggiori dai piani sottostanti la larghezza, a partire da tali piani, dovr essere pari alla somma delle due capacit massime. Se la scala serve anche il piano interrato la larghezza del pianerottolo del piano terreno e della porta di uscita a livello stradale deve essere uguale alla somma delle larghezze della rampa a servizio dei piani fuori terra e quella del piano interrato.&  @`  <_f?"`  #Caratteristiche costruttive art. 3 $$ $ @`  <n ?"`  Caratteristiche costruttive 4  @``B  0o ?`B   01 ?`B   0o ?WW`B   0o ?W`B   01 ?  W`B   01 ?WZB  s *1 ?H  0޽h ? 3ff___PPT10i.O0X"+D=' = @B +   0    A& (  r  S ` P   t   A #"d   <f?"`  [Densit di affollamento 1)Attivit commerciali al dettaglio A) Aree adibite alla vendita settore alimentare o misto a) 0,4 persone/mq per attivit con sup.di vendita <=2500 mq b) 0,2 persone/mq per attivit con sup.vendita > 2500mq c) Aree adibite a uffici e servizi:persone dichiarate da titolare +20% 2) Aree adibite alla vendita settore non alimentare a) 0,2 persone/mq b) Aree adibite a uffici e servizi:persone dichiarate da titolare +20%@:  (08Xp  < ?"` zr___PPT9TL   dt Densit di affollamento 1) Per grandi magazzini e supermercati alimentari: 0,4 persone/mq per piano interrato e piano terra; 0,2 persone/mq per i piani superiori; 0,1 persone/mq per le aree adibite ad uffici e servizi. 2) Per ipermercati e centri commerciali 0,2 persone/mq per aree adibite a vendita; 0,05 persone/mq per aree adibite a uffici e servizi 4n)_n R)_    u (08X   <Мf?"`  ,Misure dimensionamento vie di esodo art. 4 -- - @`  < ?"`  #Misure dimensionamento vie di esodo$$ $ @``B  0o ?`B   01 ?`B   0o ?`B   0o ?`B   01 ? `B   01 ?H  0޽h ? 3ff___PPT10i.jK@+D=' = @B +  0   #}(  r  S ` P     'wg # #"V w'g v  <f?"`X g ~3) Negozi specialistici che trattano una specifica gamma merceologica(non alimentare) a) 0,1 persone/mq per attivit con sup.di vendita <=1000 mq b) Aree adibite a uffici e servizi:persone dichiarate da titolare +20% 4) Attivit commerciali all ingrosso a) 0,1 persone/mq per aree adibite alla vendita; b) Aree adibite a uffici e servizi:persone dichiarate da titolare +20% c) Nei centri commerciali l affollamento complessivo determinato sommando quello previsto nelle singole attivit commerciali,applicando le densit di affollamento in funzione del settore@@&} @`-  < ?"`'X gzr___PPT9TL   !I3) Aziende specialistiche 0,1 persone/mq per piano interrato e piano terra; 0,05 persone/mq per i piani superiori; 0,05 persone/mq per le aree adibite ad uffici e servizi. 4) Per ipermercati e centri commerciali 0,2 persone/mq per aree adibite a vendita; 0,05 persone/mq per aree adibite a uffici e servizi n)an)a   J @`   <f?"`X w -Misure dimensionamento vie di esodo Art.4 .. . @`  < ?"`'wX  #Misure dimensionamento vie di esodo$$ $ @``B  0o ?'ww`B   01 ?'`B   0o ?'gg`B   0o ?'w'g`B   01 ?X wX g`B   01 ?wgH  0޽h ? 3ff___PPT10i.nKPT+D=' = @B +   0   0  (  r  S p` P    Y\  #"X Y\   < f?"` Y\ P\ di vendita (alimentare/misto o non alimentare) e considerando per le parti comuni frequentate dal pubblico una densit di affollamento non inferiore a 0,2 persone/mq. Per le aree adibite a ristorazione si applica una densit di affollamento di 0,7 persone/mq. Se >200 persone uscite sicur.su esterno su spazio scop.o luogo sicuro. regola.pdf$]f[f"s 0R\ @`  < ?"` \ k     @`   <f?"` Y ,Misure dimensionamento vie di esodo art. 4 -- - @`  <" ?"`  #Misure dimensionamento vie di esodo$$ $ @``B  0o ?Y`B   01 ?Y`B   0o ?\Y\`B   0o ?\`B   01 ?  \`B   01 ?YY\H  0޽h ? 3ff___PPT10i.pK/+D=' = @B +(   0 ? 7 p - (  r  S *` P     T - #" T "  <\,f?"`  ~Capacit di deflusso 4.2 50 per pavim. a+-1 m da piano riferim. 37,5 per pavim a quota compresa +-7,5 m da piano rif.  33 per pavim. al di sopra o di sotto 7,5 da piano rif. regola.pdf! 4- 0 @`  <G ?"`T  RCapacit di deflusso 50 per piano terra 37,5 per i piani interrati 33 per piani superiori di edifici a + di tre piani fuori terra 37,5 per i piani superiori di edifici a tre piani fuori terra. >   (08X   <Of?"`  ,Misure dimensionamento vie di esodo art. 4 -- - @`  <TY ?"`T  #Misure dimensionamento vie di esodo$$ $ @``B  0o ?T`B   01 ?T`B   0o ?T`B   0o ?TT`B   01 ?  `B   01 ?H  0޽h ? 3ff___PPT10i.Ojn+D=' = @B +  0   @ &\ (  r  S _` P     ' & #" '   <Tcf?"`~  Lunghezza dei percorsi di esodo a) <= 50 m,incrementabili a 60 m in presenza di un sistema di smaltimento fumi. b) I corridoi ciechi non possono avere lunghezza superiore a 15m. c) Il percorso per raggiungere una scala di tipo protetto <= 30m , incrementabili a 40 m in presenza di un sistema di smaltimento fumi.(4.9 lettera b). Sono consentiti ulteriori 40 m di percorso di esodo all interno delle mall. d) Nelle zone comprendenti aree od impianti a rischio specifico deve essere presente una viabilit di emergenza indipendente dai percorsi di esodo dell attivit commerciale. regola.pdf,Z!. fL 0OY (08Xg  <p ?"`'~  Q Lunghezza dei percorsi di esodo 30 metriN 1 1 R @`   <f?"`~  .Misure per dimensionamento vie di esodo art. 4// / @`   <l ?"`'~  'Misure per dimensionamento vie di esodo(( ( @``B  0o ?'`B   01 ?'`B   0o ?'`B   0o ?''`B   01 ?~ ~ `B   01 ?H  0޽h ? 3ff___PPT10i.qK*1+D=' = @B +j   0  y P 4 (  r  S ܋` P   _  Z_ 4 #"0 Z_   <f?"`X /_ -]Depositi di liquidi combustibili, infiammabili e di g.p.l. La vendita di fluidi combustibili e di prodotti contenuti in recipienti a pressione per uso domestico (insetticidi,prodotti spray in genere, cosmetici,alcooli in concentrazione superiore a 60% in volume,olii lubrificanti ecc..) consentita alle seguenti prescrizioni: a) Tali prodotti devono essere esposti al pubblico esclusivamente nei relativi contenitori originali sigillati e deve essere imposto il divieto di travaso; b) Al personale addetto devono essere fornite istruzioni al fine di evitare perdite di prodotti e di intervenire <;#;!fZ4-S (08Xy  < ?"`/X _ c Depositi di liquidi combustibili, infiammabili e di g.p.l. Prescrizioni VVF4;'d&6( @`   <0f?"`X Z/ ,Aree ed impianti a rischio specifico art. 5 -- - @`  < ?"`ZX / %Aree ed impianti a rischio specifico (&% & @``B  0o ?ZZ`B   01 ?//`B   0o ?__`B   0o ?Z_`B   01 ?X ZX _`B   01 ?Z_H  0޽h ? 3ff___PPT10i.sKQC+D=' = @B +h  0  w ` - (  r  S ` P   ]  / - #" /   <f?"`X / @`Depositi di liquidi combustibili,infiam- mabili e di g.p.l. tempestivamente in caso di spargimenti; c) Il quantitativo complessivo in vendita <= 600 kg; di questi il quantitativo di prodotti con punto di infiammabilit inferiore a 21 C <= 200 kg. La vendita di g.p.l. in piccoli recipienti portatili del tipo  da campeggio pu essere consentita esclusivamente in compartimenti monopiano fuori terra,non sovrastanti altri locali,alle seguenti condizioni a) I recipienti devono avere la capacit singola non superiore a 5 kg. b) l alloggiamento deve essere 11!n  @`i  <8 ?"`X / m Depositi di liquidi combustibili,infiammabili e di g.p.l. Prescrizioni VVFnn&E# @`  <f?"`X  ,Aree ed impianti a rischio specifico Art. 5  -+ - @`  < ?"`X  $Aree ed impianti a rischio specifico%% % @``B  0o ?`B   01 ?`B   0o ?//`B   0o ?/`B   01 ?X X /`B   01 ?/H  0޽h ? 3ff___PPT10i.tKU+D=' = @B +?   0 V N p  (  r  S ` P   4  ,   #" , ~  <f?"`B E Depositi di liquidi combustibili, infiammabili e di g.p.l. effettuato su un solo ripiano posizionato a non pi di 1 m dal pavimento; c) Prima della collocazione dei recipienti sulle scaffalature,deve essere verificata,da parte del personale addetto,l integrit dei contenitori stessi; d) Il quantitativo di g.p.l. complessivo in vendita deve essere inferiore a 75 kg. regola.pdf4;A}f48 0r| @`  <- ?"`EB  ^ Depositi di liquidi combustibili, infiammabili e di g.p.l. Prescrizioni VVFBMM&F @`   <5f?"`B ,E +Aree ed impianti a rischio specifico Art. 5,, , @`  <? ?"`,B E %Aree ed impianti a rischio specifico &&% & @``B  0o ?,,`B   01 ?EE`B   0o ?`B   0o ?,`B   01 ?B ,B `B   01 ?,H  0޽h ? 3ff___PPT10i.vKpy:g+D=' = @B +  0   .(  r  S F` P     ', . #"!g ,'   <PWf?"` E Depositi di merci varie e spazi di ricevimento delle merci E consentito destinare a deposito o ricevimento di merci appositi spazi,anche non compartimentati, nell ambito dell area di vendita: a) Di superficie non superiore a 200 mq b) Non eccedenti il 20% della superficie di vendita. Comunicazione con le aree di vendita,con porte EI 60 : a) Diretta per depositi di sup.<=500mq b)Disimpegno per depositi di sup.>500 e fino a 1000mq c) Filtri a prova di fumo per depositi di sup.>1000 mq o depositi interrati ";&c (08X  <Pd ?"`'E  BDepositi di merci varie e spazi di ricevimento delle merci Utilizzazione di depositi ubicati ai piani interrati condizionata a: accesso da esterno;Rei 180 da piani sovrastanti; compartimentati con divisori e porte resistenti al fuoco in relazione al tipo di merce. La comunicazione con le aree di vendita deve avvenire tramite  filtro a prova di fumo ee& @`   <ff?"` ,E +Aree ed impianti a rischio specifico Art. 5,, , @`  <n ?"`', E $Aree ed impianti a rischio specifico%% % @``B  0o ?',,`B   01 ?'EE`B   0o ?'`B   0o ?','`B   01 ? , `B   01 ?,H  0޽h ? 3ff___PPT10i.wK1U+D=' = @B +   0    F (  r  S ${` P     'Y  #" Y'   <f?"`o r @LDepositi di merci varie e spazi di ricevimento delle merci - Aree destinate alla ricarica accumulatori di carrelli e simili Impianti di produzione di calore Impianti di climatizzazione Impianti centralizzati Condotte di distribuzione e ripresa aria Dispositivi di controllo Schemi funzionali Impianti localizzati regola.pdfX<A -: f2B 0BL @`  <@ ?"`'ro  'Depositi di merci varie e spazi di ricevimento delle merci Gli impianti termici o di condizionamento dovranno risultare isolati, con strutture resistenti al fuoco, rispetto ai locali di vendita ed a quelli eventuali adibiti a magazzini di riserva e dovranno essere muniti di accesso indipendente. Per quanto attiene alle altre prescrizioni relative all'installazione degli impianti termici, si applicano quelle attualmente in vigore ..:z&  @`   <f?"`o Yr ,Aree ed impianti a rischio specifico Art. 5 -- - @`  < ?"`'Yo r %Aree ed impianti a rischio specifico&& & @``B  0o ?'YY`B   01 ?'rr`B   0o ?'`B   0o ?'Y'`B   01 ?o Yo `B   01 ?YH  0޽h ? 3ff___PPT10i.K@m+D=' = @B +C  0 Z R  + (  r  S ` P   8  wU + #" wU   <tf?"`X zU hGli impianti elettrici devono essere realizzati ed installati in conformit alla Legge n.186 del 1/3/1968. Ai fini della prevenzione incendi,devono avere le seguenti caratteristiche: Non costituire causa primaria di incendi o di esplosione; Non fornire alimento o via privilegiata di propagazione degli incendi; Il comportamento al fuoco della membratura deve essere compatibile con la specifica destinazione d uso dei singoli locali; regola.pdfF  - f2 0 @`K  < ?"`zX U OOltre ai predetti criteri di carattere costruttivo i Comandi cureranno altres l'attuazione delle prescrizioni relative agli impianti elettrici, di segnalazione d'incendio e di spegnimento ed alle risorse idriche tenuto conto della quantit e della natura delle sostanze immagazzina te e del grado di comparti mentazione o dei locali. PP&6  @`  <f?"`X wz tImpianti Elettrici Art.6  @`  < ?"`wX z sImpianti Elettrici   @``B  0o ?ww`B   01 ?zz`B   0o ?UU`B   0o ?wU`B   01 ?X wX U`B   01 ?wUH  0޽h ? 3ff___PPT10i.K5+D=' = @B +   0    0 (  r  S ` P   ~  ,Y  #" ,Y   <f?"`+ >YF>6___PPT9  essere suddivisi in modo che un eventuale guasto non provochi la messa fuori servizio dell intero sistema (utenza) garantendo comunque la sicurezza dei soccorritori; disporre di apparecchi di manovra ubicati in posizione  protette e riportare chiare indicazioni dei circuiti cui si riferiscono. Quadri elettrici Impianti elettrici di sicurezza regola.pdf\* -3 -  -f\ f2] 0]g @`  < ?"`>+ Y X  @`  < f?"`+ ,> w Impianti Elettrici Art. 6  @`  < ?"`,+ > {Impianti Elettrici "  @``B  0o ?,,`B   01 ?>>`B   0o ?YY`B   0o ?,Y`B   01 ?+ ,+ Y`B   01 ?,YH  0޽h ? 3ff___PPT10i.L+D=' = @B +   0     (  r  S  ` P    ,  #"E , c  <D)f?"`X F>6___PPT9  Illuminazione di sicurezza a ) non inferiore a 10 lux ad un metro di altezza,lungo le vie di uscita; b) non inferiore a 5 lux negli altri ambienti accessibili al pubblico. regola.pdf< - -f2 0 @`  <t< ?"`X  Illuminazione di sicurezza Prescrizioni VVF a) Non inferiore a 5 lux lungo le vie di uscita b) Non inferiore a 2 lux negli altri ambienti accessibili al pubblico  (08X  <,>f?"`X , x Impianti Elettrici Art. 6   @`  <E ?"`,X  {Impianti Elettrici "  @``B  0o ?,,`B   01 ?`B   0o ?`B   0o ?,`B   01 ?X ,X `B   01 ?,H  0޽h ? 3ff___PPT10i.L&+D=' = @B +   0     (  r  S T` P     Ti  #"9 Ti   <Wf?"` 0iF>6___PPT9  Estintori: Di tipo omologato* ,almeno da 6 KG e cap.est. 34 A - 144BC, distribuiti in modo uniforme nell area da proteggere ed in prossimit delle uscite; facilmente accessibili e visibili raggiungibili con percorso <= 30m: Uno almeno ogni 150 mq di pavimento, o frazione, almeno 2 per piano o compartimento e almeno 1 per ciascun impianto a rischio specifico con agente specifico. L omologazione degli estintori carrellati disciplinata dal D.M. 6/3/1992 * precisazione\ -K -fKX   0 @`  <j ?"`T0 i ! Prescrizioni VVF*" " @`  <[f?"` 0 4 Mezzi ed impianti di estinzione degli incendi Art.755 5 @`  <` ?"`T 0 -Mezzi ed impianti di estinzione degli incendi.. . @``B  0o ?T`B   01 ?T00`B   0o ?Tii`B   0o ?TTi`B   01 ? i`B   01 ?iH  0޽h ? 3ff___PPT10i.#LP+D=' = @B +W   0 n f  , (  r  S ` P   L  T7 , #" T7   <f?"` 7F>6___PPT9  Reti Naspi ed Idranti -UNI 10779- 1) Sup.vendita <=2.500mq livello 1 2) Sup.vend. >2500 e >15000 liv. 2 3) Sup.vend.>15000 mq livello 3 4) Sup.vend. > 5000 mq: :protez.esterna a mezzo idranti. Alimentazione idrica deve essere almeno di tipo singola superiore,come definita dalla UNI 12485. 5) Sup. vend. <=600 mq e carico inc. <= 100 MJ/Kg NO naspi/idranti UNI 10779 F -ff&  " 7  0x (08X7  < ?"`T 7 E Reti Naspi ed Idranti Prescrizioni VVF*)F F @`  < f?"`  3Mezzi ed impianti di estinzione degli incendi Art.744 4 @`  <T ?"`T  -Mezzi ed impianti di estinzione degli incendi.. . @``B  0o ?T`B   01 ?T`B   0o ?T77`B   0o ?TT7`B   01 ?  7`B   01 ?7H  0޽h ? 3ff___PPT10i.$L +D=' = @B +   0     (  r  S ` P       #"  v  <f?"` F>6___PPT9  Impianto di spegnimento automatico Per attivit commerciali con superficie di vendita >= 5000 mq o con carico di incendio specifico > 600 MJ/mq compresi depositi. Nelle aree accessibili al pubblico l impianto di spegnimento automatico deve essere ad acqua. Alimentazione idrica deve essere almeno di tipo singola superiore,come definita dalla UNI 12485. Nelle aree depositi e servizi,senza pubblico, agenti estinguenti anche diversi da acqua ma idonei all uso previsto. regola.pdfF$ -f f2e 0 @`'  < ?"`  CImpianto di spegnimento automatico Prescrizioni VVFDD D @`  <f?"`  3Mezzi ed impianti di estinzione degli incendi Art.744 4 @`  < ?"`  -Mezzi ed impianti di estinzione degli incendi.. . @``B  0o ?`B   01 ?`B   0o ?`B   0o ?`B   01 ? `B   01 ?H  0޽h ? 3ff___PPT10i.&L}+D=' = @B +'   0 > 6  $ (  r  S ` P     , $ #"m ,   < f?"`X EF>6___PPT9 DNelle attivit commerciali tutte le aree devono essere protette da impianto fisso di rivelazione e segnalazione automatica degli incendi. Impianto corredato di segnalatori del tipo a pulsante manuale opportunamente distribuiti ed ubicati in prossimit delle uscite. Caratteristiche Sistema di diffusione sonora regola.pdf*9 - E2: 0:D @`  <8 ?"`EX  ! Prescrizioni VVF"" " @`  <f?"`X ,E 7Impianti di rivelazione segnalazione e allarme Art. 888 8 @`  <  ?"`,X E .Impianti di rivelazione segnalazione e allarme// / @``B  0o ?,,`B   01 ?EE`B   0o ?`B   0o ?,`B   01 ?X ,X `B   01 ?,H  0޽h ? 3ff___PPT10i.(LLy+D=' = @B +   0    h (  r  S .` P       #"    <Bf?"`A F>6___PPT9 9Deve essere installata segnaletica di sicurezza conforme a D.Lgs 9/4/208 n 81 che indichi: Uscite di sic.e relativi perc. esodo con segnal.luminosa con doppia alimentaz. Ubicazione mezzi fissi e port.estinzione Divieto fumare e uso fiamme libere Pulsanti sgancio alimentaz.elettrica Pulsanti allarme. regola.pdf*. - :;    @ i 0/9 @`  < M ?"`A  ! Prescrizioni VVF"" " @`  <Uf?"`A  ~" Segnaletica di sicurezza Art. 9 ## # @`  <V ?"`A  xSegnaletica di sicurezza  @``B  0o ?`B   01 ?`B   0o ?`B   0o ?`B   01 ?A A `B   01 ?H  0޽h ? 3ff___PPT10i.)Ll+D=' = @B +   0 + #  ) (  r  S 5` P     'i ) #"0 'i p  <Xgf?"`# i 1) Deve rispondere ai criteri contenuti nel D.M. 10 marzo 1998 2)La gestione della sicurezza per i centri commerciali deve essere di tipo unitaria con predisposizione di un apposito locale o punto di gestione delle emergenze (presidiato per sup>20.000 mq e accessibile ai VVF). 3) Devono essere collocate in vista le planimetrie semplificate dei locali. D.Legs.81/08 e correttivo 106/09 regola.pdf~o+ 0k 0 0 (08XM  <dw ?"`'# i E Prescrizioni VVF D.Legs.81/08 e correttivo 106/09&F%!&% @`  <f?"`#  ?Organizzazione e gestione della sicurezza antincendio Art.10 @@ @ @`  < ?"`'#  5Organizzazione e gestione della sicurezza antincendio66 6 @``B  0o ?'`B   01 ?'`B   0o ?'ii`B   0o ?''i`B   01 ?# # i`B   01 ?iH  0޽h ? 3ff___PPT10i.4LpK+D=' = @B +}  0 0$(  r  S ` P   r  S TY"  H  0޽h ? 3ff___PPT10i.7Lpx+D=' = @B + 0 PP(  PX P C <    P S < @    H P 0޽h ? ̙33 0 T:(  TX T C <    T S < @   <Riportare il decreto H T 0޽h ? ̙33 0 X(  XX X C <    X S t< @    H X 0޽h ? ̙33 0 0\(  \X \ C <    \ S D< @    H \ 0޽h ? ̙33 0 P`(  `X ` C <    ` S < @    H ` 0޽h ? ̙33  0 9(  X  C <     S < @   ;Inserire il decreto H  0޽h ? ̙33rp7M0t3 P}VSXEZ\]_ Pn& Ȟ)@`jIwK<o eU)ZhwٝK"0<GS6EGaf1Oh+'0O px  , 8 D P\dPresentazione di PowerPoint<C:\Programmi\Microsoft Office\Templates\1040\Generica.potuser51Microsoft PowerPoint 7.0@9<@@@PvXGNg  'F  y3--$xx--'&&---$44-- --$44----$44----$44----$44----$44-- --$44-- "--$44-- %--$44-- (--$44-- +--$44-- ---$44-- 0--$44-- 2--$44--5--$44--7--$44--:--$44--=--$ 4 4--?--$ !4!4 --B--$!"4"4!!--D--$"#4#4""--G--$#$4$4##--J--$$%4%4$$--M--$%&4&4%%--O--$&'4'4&&--Q--$'(4(4''--T--$()4)4((--V--$)*4*4))--Y--$*+4+4**--\--$+,4,4++--_--$,-4-4,,--a--$-.4.4----c--$./4/4..--f--$/0404//--h--$0141400--k--$1242411--n--$2343422--q--$3444433--s--$4545444--u--$5646455--x--$6747466--z--$7848477--}--$8949488----$9:4:499-- --$:;4;4::--!--$;<4<4;;--"--$<=4=4<<--#--$=>4>4==--#--$>?4?4>>--#--$?@4@4??--$--$@A4A4@@--$--$AB4B4AA--%--$BC4C4BB--&--$CD4D4CC--'--$DE4E4DD--'--$EF4F4EE--'--$FG4G4FF--(--$GH4H4GG--(--$HI4I4HH--)--$IJ4J4II--*--$JK4K4JJ--*--$KL4L4KK--*--$LM4M4LL--*--$MN4N4MM--+--$NO4O4NN--,--$OP4P4OO--,--$PQ4Q4PP--,--$QR4R4QQ--,--$RS4S4RR-----$ST4T4SS-----$TU4U4TT-----$UV4V4UU-----$VW4W4VV--.--$WX4X4WW--.--$XY4Y4XX--.--$YZ4Z4YY--.--$Z[4[4ZZ--/--$[\4\4[[--/--$\^4^4\\--0--$^`4`4^^--0--$`a4a4``--1--$ab4b4aa--1--$bc4c4bb--1--$ce4e4cc--1--$ef4f4ee--2--$fh4h4ff--2--$hj4j4hh--2--$jm4m4jj--2--$mo4o4mm--2--$or4r4oo--2--$ru4u4rr--3--$uy4y4uu---y&&&--&&- && &.$  &$-'4*=,E.O0X1c2m2xx& &&-.$  &$-'4*=,E.O0X1c2m2xx-&&&&&-&&&TNPP---$44-- --$44----$44----$44----$44----$44-- --$44-- "--$44-- %--$44-- (--$44-- +--$44-- ---$44-- 0--$44-- 2--$44--5--$44--7--$44--:--$44--=--$ 4 4--?--$ !4!4 --B--$!"4"4!!--D--$"#4#4""--G--$#$4$4##--J--$$%4%4$$--M--$%&4&4%%--O--$&'4'4&&--Q--$'(4(4''--T--$()4)4((--V--$)*4*4))--Y--$*+4+4**--\--$+,4,4++--_--$,-4-4,,--a--$-.4.4----c--$./4/4..--f--$/0404//--h--$0141400--k--$1242411--n--$2343422--q--$3444433--s--$4545444--u--$5646455--x--$6747466--z--$7848477--}--$8949488----$9:4:499-- --$:;4;4::--!--$;<4<4;;--"--$<=4=4<<--#--$=>4>4==--#--$>?4?4>>--#--$?@4@4??--$--$@A4A4@@--$--$AB4B4AA--%--$BC4C4BB--&--$CD4D4CC--'--$DE4E4DD--'--$EF4F4EE--'--$FG4G4FF--(--$GH4H4GG--(--$HI4I4HH--)--$IJ4J4II--*--$JK4K4JJ--*--$KL4L4KK--*--$LM4M4LL--*--$MN4N4MM--+--$NO4O4NN--,--$OP4P4OO--,--$PQ4Q4PP--,--$QR4R4QQ--,--$RS4S4RR-----$ST4T4SS-----$TU4U4TT-----$UV4V4UU-----$VW4W4VV--.--$WX4X4WW--.--$XY4Y4XX--.--$YZ4Z4YY--.--$Z[4[4ZZ--/--$[\4\4[[--/--$\^4^4\\--0--$^`4`4^^--0--$`a4a4``--1--$ab4b4aa--1--$bc4c4bb--1--$ce4e4cc--1--$ef4f4ee--2--$fh4h4ff--2--$hj4j4hh--2--$jm4m4jj--2--$mo4o4mm--2--$or4r4oo--2--$ru4u4rr--3--$uy4y4uu--- '&&TNPP''@Arial-.  2 r1."System 8-@Goudy Old Style-. *2 Rimini 29 ottobre 2009 .-@Arial-. %2 %IFIERA INTERNAZIONALE.-@Arial-. 2 *P ECOMONDO 2009.-@Arial-. F2 44*LA FUTURA REGOLA TECNICA DI .-@Arial-. 62 96PREVENZIONE INCENDI PER LE .-@Arial-. 2 ?:ATTIVITA.-@Arial-.  2 ?M.-@Arial-. 2 ?P COMMERCIALI.-@Arial-. 2 NT Relatore L.-@Arial-. 2 N` Dott.Ing.L.-@Arial-. 2 NmCarlo .-@Arial-. 2 Nu RafanelliL.-@Arial-. 2 QZ Ministero .-@Arial-.  2 Qhdell.-@Arial-.  2 Ql.-@Arial-. 2 QmInternoA.-@Arial-. F2 U?*Dipartimento dei Vigili del Fuoco Soccorso.-@Arial-. -2 UzPubblico e Difesa Civile E.-@Arial-. 32 YJDirezione Centrale Prevenzion .-@Arial-. '2 Yte e Sicurezza Tecnica0.-@Arial-. %2 ]RDirigente Area Preve.-@Arial-. 2 ]nnzione Incendi.-՜.+,D՜.+,     jPresentazione su schermobG. 5Times New Roman Arial NarrowArial WingdingsGoudy Old StyleEdwardian Script ITC GenericaRimini 29 ottobre 2009wNuova regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione , costruzione ed esercizio delle attivit commerciali IntroduzioneDiapositiva 4Diapositiva 5Diapositiva 6Diapositiva 7Diapositiva 8Diapositiva 9Diapositiva 10Diapositiva 11Diapositiva 12Diapositiva 13Diapositiva 14Diapositiva 15Diapositiva 16Diapositiva 17Diapositiva 18Diapositiva 19Diapositiva 20Diapositiva 21Diapositiva 22Diapositiva 23Diapositiva 24Diapositiva 25Diapositiva 26Diapositiva 27Diapositiva 28Diapositiva 29Diapositiva 30Diapositiva 31Diapositiva 32Diapositiva 33Diapositiva 34Diapositiva 35Diapositiva 36Diapositiva 37Diapositiva 38Diapositiva 39Diapositiva 40Diapositiva 41Diapositiva 42Diapositiva 43Diapositiva 44Diapositiva 45Diapositiva 46 Caratteri utilizzatiModello strutturaTitoli diapositive. 8@ _PID_HLINKSA^../../../Administrator/Desktop/attivit%20commerciali/CIRCOLARE%20M_I%20N75%2003_07_1967.docm../../../Administrator/Desktop/attivit commerciali/LETTERA CIRCOLARE M_I N 5210 _4118_4 DEL 17_02_1975.doco../../../Administrator/Desktop/attivit%20commerciali/CIRCOLARE%20%20MIN%20%20n%2042%20%20del%2017-12-1986.doc../../../Administrator/Desktop/attivit commerciali/circolari vecchia normativa/Collegamento a LETTERA CIRCOLARE M_I N 5210 _4118_4 DEL 17_02_1975.lnk../../../Administrator/Desktop/attivit%20commerciali/circolari%20vecchia%20normativa/CIRCOLARE%20%20MIN%20%20n%2042%20%20del%2017-12-1986.doc../../../RFNCRL52M07H501U/Desktop/attivit commerciali/circolari vecchia normativa/LETTERA CIRCOLARE M_I N 5210 _4118_4 DEL 17_02_1975.doc../../../RFNCRL52M07H501U/Desktop/attivit%20commerciali/circolari%20vecchia%20normativa/CIRCOLARE%20%20MIN%20%20n%2042%20%20del%2017-12-1986.docU../../../RFNCRL52M07H501U/Desktop/attivit%20commerciali/estintori%20pecisazione.shsg../../../RFNCRL52M07H501U/Desktop/attivit commerciali/reazione al fuoco/15 marzo 2005 equivalenza.pdf)UNI 10779 progettazione reti idranti.pdf regola.pdfD../../../RFNCRL52M07H501U/Desktop/attivit%20commerciali/regola.pdf regola.pdfD../../../RFNCRL52M07H501U/Desktop/attivit%20commerciali/regola.pdfD../../../RFNCRL52M07H501U/Desktop/attivit%20commerciali/regola.pdfD../../../RFNCRL52M07H501U/Desktop/attivit%20commerciali/regola.pdf regola.pdf regola.pdf regola.pdf regola.pdf regola.pdf regola.pdf regola.pdf regola.pdf regola.pdf regola.pdf regola.pdf regola.pdfD../../../RFNCRL52M07H501U/Desktop/attivit%20commerciali/regola.pdfcircolari vecchia normativa regola.pdf regola.pdf_buseruser  !"#$%&'()*+,-./0123456789:;<=>?@ABCDEFGHIJKLMNOPQRSTUVWXYZ[\]^_`abcdefghijklmnopqrstuvwxyz{|}~      !"#$%&'()*+,-./013456789:;<=>?@ABCDEFGHIJKLMNOPQRSTUVWXY[\]^_`abcdefgijklmnotRoot EntrydO)Current UserhSummaryInformation(2OPowerPoint Document(bDocumentSummaryInformation8Z